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La nuova veste del Blog!!

Ciao ragazzi vi ringazio di tutto e per tutto quello che fate, mi seguite in molti, anche se ultimamente sto postando meno notizie, ma sto lavorando affinchè il nostro spazio NOI DI NAPOLI diventi migliore, per offrire il meglio a tutti voi.

Stiamo costruendo un nuovo sito e per questo fra un pò di tempo ci trasferiremo tutti sulla nostra nuova Home, e con ciò voglio far si che tutti voi possiate partecipare a questo cambiamento, infatti vi mostrerò man mano tutto quello che verrà creato, alfine che tutti possano commentare, dare giudizi su quello che si sta creando, perchè NOI DI NAPOLI e di tutti, e con tutti voi creerò questa nuova veste, quella che ci accompagnerà per molto molto tempo, almeno spero…

Quindi vi dò appuntamento ogni settimana in molti a partecipare alla nuova costruzione del sito, con voi e tutti voi mi aiuterete a crearlo nel vostro modo migliore, grazie anticipatamente a tutti voi.


L’obelisco dell’Immacolata, struttura abbandonata dallo Stato e chiede aiuto privato per il restauro!

L’Obelisco dell’Immacolata (anche detto Guglia dell’Immacolata) è il più famoso degli obelischi di Napoli ed è situato in piazza del Gesù Nuovo di fronte alla chiesa del Gesù Nuovo.

La guglia fu eretta nel XVIII secolo per volere dei Gesuiti su progetto di Giuseppe Genuino grazie ad una colletta pubblica. L’opera si ispira alle innumerevoli macchine da festa presenti in quei secoli ed è rivestita da sculture marmoree di Matteo Bottiglieri e di Mario Pagano. Sulla sommità è posta la statua di rame dell’Immacolata.

Ogni anno, l’8 dicembre, dai pompieri viene posta in cima alla statua una corona di fiori in onore dell’Immacolata Concezione.

Una curiosa leggenda e “rumori” popolari, narrano di certe figure blasfeme e dell’immagine stessa della morte, che sarebbero state scolpiteassieme a quelle classiche; che solo parrebbero vedersi in particolari momenti del giorno (col gioco luce delle ombre), o in certe inclinature visuali create dalla prospettiva; l’immagine della morte con falce, per esempio, apparirebbe osservando la statua vista da dietro.

Oggi il meraviglioso obelisco rischia di non vedere più la luce dei vecchi tempi, ennesimo monumento che chiede aiuto alle sponsorizzazioni per rivedere il suo vecchio splendore. Lo stato non aiuta la nostra storia, ormai è uno stato di fatto, e che non ci sono fondi necessari per il suo restauro è cosa nota, e cosi il vecchio obelisco gesuita aspetta li che qualcuno lo aiuti e ci aiuti a noi napoletani a salvaguardare la nostra storia.

Ormai è molto tempo che la struttura resta transennata, cosi senza alcuni lavori, infatti durante un ispezione del monumento, si è resi conto che la situazione versa in uno stato ancora più grave di quello che sembra. La struttura resta li in piazza, in un contesto storico importantissimo, un patrimonio dell’UNESCO, cosi transennata e in una situazione molto grave, aspettando non lo stato, ma un aiuto privato.

Ormai la situazione si è capita, la nostra storia per molti non ha valore, e molti capolavori della nostra terra stanno morendo da soli, e proprio per questo ora come ora, capire che il corso lo dobbiamo fare noi, prenderci la nostra terra e curarla dall’ingordigia degli altri, NAPOLI è dei NAPOLETANI!! Aiutiamo noi NAPOLI non Aspettiamo che ci sfuggi di mano, lo straniero lo vuole, noi NO!!


COSI SI PRESENTA OGGI REGGIA CARDITELLO, LA NOSTRA STORIA MORENTE!

GUARDATE IN CHE STATO VERSA LA NOSTRA STORIA, IL NOSTRO ESSERE, E’ IN TOTALE STATO DI ABBANDONO E LO STATO CHE FA, LA LASCIA MORIRE PIAN PIANO, NOI PERDIAMO MONUMENTI E MAN MANO PERDIAMO PEZZI DI NOI STESSI, CI HANNO LASCIATI SOLI, LO STATO CI ABBANDONATO COME QUESTA REGGIA, GIA’ DA 150 ANNI SOPPORTIAMO QUESTO, E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI RIPRENDERCELO, AIUTIAMO NOI REGGIA CARDITELLO A RIMENERE IN PIEDI E NON A MORIRE COME VOGLIONO GLI ALTRI!!

LO STATO COSI TRATTA I NOSTRI TESORI E NOI CI RIPRENDIAMO TUTTO QUELLO CHE E’ NOSTRO PERCHE’ SIAMO NAPOLETANI, LO ABBIAMO SEMPRE FATTO E LO CONTINUEREMO A FARE, RIPRENDIAMOCI TENUTA CARDITELLO!!


Jean-Noel Schifano, scrittore francese che ama Napoli e la difende così…

 

leggilo e diffondi... cosi aiuti la tua NAPOLI!!


Il Veneto ritiri i rifiuti abusivamente scaricati a Bacoli

NAPOLI – Cava Lubrano, all’apparenza sembra una cavità verdeggiante, tra le tante che circondano il castello Aragonese di Bacoli, sede del museo archeologico dei Campi Flegrei.
Un tempo in questi luoghi si estraeva pozzolana, il “cemento” resistente all’acqua degli antichi romani; ora purtroppo, la cava si distingue per il forte inquinamento ambientale, prodotto dai rifiuti tossici provenienti dal Nord.

SEIMILA CAMION DAL NORD – “ I rifiuti trattati nel suddetto modo da Nuova Esa s.r.l. di Venezia, sono quantificabili nell’ordine di duecentomila tonnellate; considerando che ogni camion ne può trasportare venticinque, abbiamo più o meno qualcosa come seimila camion; se immaginiamo di mettere un camion attaccato all’altro, riempiremo il passante di Mestre per tutte e tre le corsie, in andata e ritorno”. E’ la drammatica testimonianza del teste Ardone, deposta durante il processo di secondo grado nel 2008 al tribunale di Venezia, circa i fatti avvenuti a Cava Lubrano nel comune di Bacoli fino agli anni ’90.
Nella cava in particolare, come cita la sentenza n. 11 del 7 febbraio 2008 “si organizzavano indiscriminatamente tra loro partite eterogenee di molteplice provenienza“ tra questi, accertati, “rifiuti derivanti da processi di metallurgia termica dell’alluminio inidonee ad essere utilizzate ai fini di recupero presso l’impianto”.
La cava dal 2002 è sequestrata, tuttavia dopo accese polemiche e numerosi ricorsi, la bonifica stenta ad arrivare.

SUI RIFIUTI IL PARCO GIOCHI – “Sono anni che attendiamo l’inizio delle bonifiche nelle aree inquinate presenti in città” commenta Josi Gerardo Della Ragione, giovane consigliere comunale. “Sui fatti di cava Lubrano, nel frattempo c’è persino chi ha pensato di costruirci su un parco giochi”.

INTERPELLATO IL MINISTRO ZAIA – Intanto, in attesa dell’ ordinanza definitiva da parte del tribunale di Venezia, che confermi la sentenza arrivata all’ultimo grado di giudizio a carico delle aziende del Nord che hanno scaricato rifiuti non a norma nell’ex cava Lubrano, diversi consiglieri comunali hanno indirizzato un’interpellanza alla Regione Veneto, nella persona del Ministro Luca Zaia. Nel documento si chiede il ritiro a spese della regione Veneto dei rifiuti scaricati nell’ex cava di pozzolana di Bacoli e la bonifica immediata dei luoghi inquinati.


Napoli patrimonio dell’UNESCO

Chiesa di S. Ferdinando

Lo sapevate che:

Il centro storico di Napoli rappresenta il primo nucleo storico della città. Si tratta del centro storico più vasto d’Europa, estendendosi su una superficie di 1700 ettari e racchiudendo 27 secoli di storia. L’area tutelata e dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco è di circa 981 ettari di estensione e comprende i seguenti quartieri storici:AvvocataMontecalvarioSan GiuseppePortoPendinoMercatoChiaiaSan FerdinandoStellaSan Carlo all’ArenaSan LorenzoVicarìa e parte delle colline del VomeroPosillipo.

Dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nel 1995 è stato inserito nella lista dei beni da tutelare con la seguente motivazione:

« Si tratta di una delle più antiche città d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell’Europa e al di là dei confini di questa. »

Quello di Napoli è il centro storico più vasto d’Europa e la sua particolare unicità sta nella conservazione quasi totale e nell’uso dell’antico tracciato viario greco.

L’uso moderno di queste antiche strade, in molti casi, rende difficoltoso il recupero di edifici di rilevante interesse: valga ad esempio il tentativo in corso di portare alla luce l’antico teatro le cui scene calcò Nerone nei suoi delirii istrionici.


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